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La malattia nella vita del credente
La malattia nella vita del credente
“Il Signore lo sosterrà quando sarà a letto, ammalato: tu lo consolerai nella sua malattia.” (Sl 41.3) 
Verità pratica
Non sempre Dio cura le nostre malattie, ma ci concede forze affinché, anche nel letto del dolore, continuiamo a glorificare il suo nome. 
Lettura biblica: 
Isaia 38.1-8
In quel tempo, Ezechia si ammalò di una malattia che doveva condurlo alla morte. Il profeta Isaia, figlio di Amots, andò da lui, e gli disse: “Così parla il Signore: Dà i tuoi ordini alla tua casa, perché sei un uomo morto; non guarirai”. 
Allora Ezechia votò la faccia verso il muro, pregò il Signore dicendo:
“Signore ricordati, ti prego, che io ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro, e che ho fatto ciò che è bene ai tuoi occhi.” Ed Ezechia scoppiò in un gran pianto.
Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaia, in questi termini: 
“Va, e dì a Ezechia: “Così parla il Signore Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni; 
Libererò te e questa città dalle mani del re d’Assiria, e proteggerò questa città.
E, da parte del Signore, questo ti servirà di segno che il Signore adempirà la parola da Lui pronunziata: 
Ecco, io farò retrocedere di dieci gradini l’ombra dei gradini, che per effetto del sole, si è allungata sui dieci gradini di Acaz”. E il sole retrocedette di dieci gradini sui gradini dov’era disceso. 
 
Vincendo le afflizioni della vita
Nel Mondo Avrete Afflizioni
“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazioni; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.”
(Gv 16:33)
Verità Pratica: 
Anche soffrendo le conseguenze della caduta, sappiamo che Dio ha il controllo di ogni cosa.
Attendiamo la Piena Gloria
Lettura Biblica.
Giovanni 16.20,21,25-33
20. In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Sarete rattristati, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia. 
21. La donna quando partorisce, prova dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana. 
25. “Vi ho detto queste cose in similitudini; l’ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre.
26. In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi;
27. Poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio. 
28. Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre.”
29. I suoi discepoli gli dissero: “Ecco, adesso tu parli apertamente, e non usi similitudini. 
30. Ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che nessuno ti interroghi; perciò crediamo che sei proceduto da Dio.” 
31. Gesù rispose loro: “Adesso credete?.
32. L’ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. 33. Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” 
 
superare le afflizioni
“So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato ad essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.”
Filippesi  4.12,13
Verità Pratica
Le tribolazioni ci portano a maturare in Cristo, dandoci la capacità di sfruttare di una vita spirituale piena. 
Possiamo tutto in colui che ci fortifica
Lettura Biblica.
Filipesi 4. 10-13
10. Ho avuto una grande gioia nel Signore, perché finalmente avete rinnovato le vostre cure per me; ci pensavate sì, ma vi mancava l’opportunità. 
11. Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, perché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. 
12. So vivere nella povertà e nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. 
13. Io posso ogni cosa in colui che  mi fortifica.
Introduzione
Abbiamo chiesto se il credente in Gesù soffre. La risposta riflette ciò che già sapiamo. La sofferenza nella vita del giusto è perfettamente naturale, perché peregriniamo in un mondo di afflizioni. Tuttavia, è possibile che il credente che soffre, viva pienamente in Cristo (Gv 10.10). Perciò, in questa lezione, studieremo la possibilità di, nonostante le angosce e lotte, vivere di forma piena. Vedremo che il servo di Dio può sfruttare di una vita cristiana abbondante in mezzo alle sofferenze quotidiane. Con la nostra mente e cuore fermi nell’Eterno, Lui ci condurrà, attraverso il suo potere e grazia, verso le sue promesse (Is 40.2
 
La vera motivazione del credente
La vera motivazione del credente
“Ma tu, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.”
Matteo 6.6
Verità Pratica
La vera motivazione del credente non è nella fama o nel potere, ma nel vivere per glorificare Dio. 
Dobbiamo imparare con il Signore
 
I dolori dell’abbandono
I dolori dell’abbandono
“A quelli che sono soli Dio dà una famiglia, libera i prigionieri e dà loro prosperità; solo i ribelli risiedono in terra arida.” 
Sl 68.6
Verità Pratica
Anche se veniamo abbandonati da parenti, amici o fratelli, Dio non ci abbandona mai. 
Lettura Biblica.
2 Timoteo 4.9-18
9. Cerca di venir presto da me, 
10. perché Dema, avendo amato questo mondo, mi ha lasciato e se n’è andato a Tessalonica. Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. 
11. Solo Luca è con me. Prendi Marco e conducilo con te; poiché mi è molto utileper il ministero. 
12. Tichico l’ho mandato a Efeso. 
13. Quando verrai porta il mantello che ho lasciato a Troas da Carpo, e i libri, principalmente le pergamene. 
14. Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali. Il Signore gli renderà secondo le sue opere. 
15. Guardati anche tu da lui, perché egli si è opposto violentemente alle nostre parole. 
16. Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato: ciò non venga loro imputato!
17. Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte, affinché per mezzo mio il messaggio fosse proclamato e lo ascoltassero tutti i pagani; e sono stato liberato dalle fauci del leone. 
18. Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Introduzione
Oggi, tratteremmo degli effetti che l’abbandono causa nella vita del servo di Dio. Non è una novità, che è proprio nei momenti di angoscia e afflizione, che l’essere umano si sente dimenticato da tutti, anche da quelli che sono sempre vicini. Tuttavia, ci consola sapere che il Signore non abbandona mai i suoi figli. Lui non gli dimentica. Anzi, il nostro Padre conosce ognuno di noi per nome. Quando il Signore è salito in cielo, non ci ha lasciati orfani: ci ha inviato lo Spirito Santo, per consolarci e guidarci in tutte le cose (Gv 14.16). 
 


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