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La vera motivazione del credente
“Ma tu, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.”
Matteo 6.6
Verità Pratica
La vera motivazione del credente non è nella fama o nel potere, ma nel vivere per glorificare Dio. 
Dobbiamo imparare con il Signore
Marco 1.35-45
35. Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava.
36. Simone e quelli che erano con lui si misero a cercarlo. 
37. e, trovatolo, gli dissero: “Tutti ti cercano.”
38. Ed egli disse loro: “Andiamo altrove, per i villaggi vicini, affinché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto”. 
39. E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando demoni. 
40. Venne a lui un lebbroso e, buttandosi in ginocchio, lo pregò dicendo: “ Se vuoi, tu puoi purificarmi!”. 
41. Gesù, impietositosi, stese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio; sii purificato!”. 
42. E subito la lebbra sparì da lui, e fu purificato. 
43. Gesù lo congedò subito, dopo averlo ammonito severamente, 
44. e gli disse: “ Guarda di non dire nulla a nessuno, ma va, mostrati al sacerdote, offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; questo serva loro di testimonianza”. 
45. Ma quello, appena partito, si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare apertamente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente correva a lui.
Introduzione
Viviamo in una società dove l’avere si sovrappone all’essere. Soffriamo pressioni diarie che ci impongono di avere una vita materialista. Fama, potere e influenze politiche cercano di attrarci. Tuttavia, quando una persona abituata alla fama e al potere, cade nell’anonimato, perde il controllo della situazione. Capisce di non essere più il centro delle attenzioni. In questa lezione, studieremo come il credente deve agire rispetto l’anonimato nella sua vita. Non è sicuramente la volontà di Dio che i suoi figli cerchino di brillare nella terra, ma che cerchino di vivere alla luce dell’esempio di semplicità evidenziato nella vita di Gesù.
La vera motivazione del credente
1. Il credente fedele rifiuta la vanità: Oltre ai significati, “vano” e “apparenza illusoria”, la parola vanità, secondo il dizionario, descrive l’idea di “apprezzamento attribuito alla propria apparenza”. E’ il desiderio intenso di una persona di essere riconosciuta e ammirata dagli altri. Questo è vanità, e la motivazione vera cristiana la rifiuta. Quando leggiamo le Sacre Scritture “il cercare la gloria per sé stessi” è qualcosa di assolutamente respinto dalla Parola di Dio (Gv 3.30). La Parola rivela che il servo di Cristo non deve, mai, essere motivato da questa avidità (Mc 9.30-37). 
2. Il credente fedele non desidera il primo posto: Nel presentare un bambino ai discepoli, Gesù insegna una straordinaria lezione: nel cuore del vero discepolo deve avere la stessa innocenza e sincerità di un bambino (Mc 9.36). Tra i seguaci del Maestro non ci può essere spazio per controversie, intrighi e contende. Nel Regno di Dio, chi vuole essere il “primo” si rivela egoista, ma chi cerca di servire il prossimo è chiamato per essere il primo (Mc 10. 42-45). Qui, c’è la differenza tra quello convocato da Dio e quello chiamato dall’uomo.
3. Il credente fedele non si comporta superbamente: Il libro di Proverbi mostra con abbondanti esempi, ciò che è capace di fare l’uomo in cui il cuore è dominato dalla superbia e dal desiderio infrenabile di fama (Pv 6.16-19; 8.13). Lui “medita disegni iniqui”, “proferisce menzogne”, “semina discordia tra fratelli” e, con “occhi alteri” guarda le conseguenze dei suoi atti senza battere ciglio, pentirsi o consapevolizzarsi. Questo, non è per nulla, la vera motivazione cristiana! Al contrario, la motivazione del discepolo sta nel servire il Signore con un cuore integro e sincero dinnanzi a Dio e agli uomini (Gv 13.34,35).
Non siamo stati chiamati alla fama
1. Che cos’è la fama: E’ il concetto (buono o cattivo) formato da un gruppo di persone su un’altra. Affinché questo concetto venga fatto riguardo ad una determinata persona è necessario che questa sia al centro delle attenzioni. Purtroppo, la sindrome della “celebrità” è arrivata anche nell’ambiente evangelico. Ma dobbiamo riflettere: L’essere umano, creato da Dio, è stato creato per la fama? L’uomo, come il centro delle attenzioni, è qualcosa di cristiano? Una classe privilegiata e una di sostenitori è il progetto di Dio per la sua Chiesa? Sviluppare il potere di influenza politica, secondo le categorie di questo mondo, è lo stesso che espandere il regno divino? Basta una breve riflessione di pochi testi biblici per capire che le risposte a tutte queste domande è “No” (Gv 3.30; 5.30; 8.50; Rm 12.16; 2 Co 11.30).
2. Il problema: I media offrono l’illusione che possiamo avere successo immediato in tutte le cose, generando in molti cuori, anche di credenti, un’aspirazione per il successo (2 Tm 3.1-5). Attenzione! Quando arriva la fama, la grazia di Dio sparisce dal cuore! Cercare infrenabilmente la fama è la tragedia più grande nella vita di un credente. Questo, perde subito l’essenza dell’anima e la vera identità cristiana. In questa prospettiva il Vangelo dichiara: “ Infatti, che serve all’uomo guadagnare tutto il mondo, se poi perde o rovina sé stesso?” (Lc 9.25). 
L’anonimato non è sinonimo di sconfitta
1. La vera saggezza: Il Libro di Ecclesiasti parla di un uomo saggio che liberò la sua città dalle mani di un re oppressore (Ec 9.13-18). Nonostante ciò, il popolo si è subito dimenticato di lui. Ma, lui, non ha dato importanza a questo, perché ciò che lui voleva era liberare, una volta per tutte, la sua città dalle mani del tiranno. La fama e il desiderio di essere riconosciuto non erano nel suo cuore. Alla fine, ciò che caratterizza la vera saggezza è il “Timore del Signore” (Pv 1.7).
2. La semplicità: L’esempio più grande di semplicità e equilibrio sta nella vita di Gesù. La lettura biblica in classe descrive il saggio comportamento di Gesù nell’evitare che la fama lo conquistasse e di ritirarsi nel momento giusto. Gesù conosceva esattamente la sua missione (Gv 5.30). Quando ha notato che la moltitudine desiderava fare di Lui un punto di riferimento, Cristo si ritirò per non compromettere la sua missione (Mc 1.45). Il Maestro è il nostro più grande esempio di semplicità nel rapportarsi con le moltitudini. Mentre queste lo cercavano, Lui si rifugiava in luoghi desertici (Mt 14.13; Mc 1.45).
3. L’equilibrio: Nel mondo contemporaneo, siamo portati ad essere i migliori in tutte le cose. Il Vangelo, tuttavia, ci offre la possibilità di togliere questo peso dalle nostre spalle (Mt 11.30). Non devi vivere lo stress di essere ciò che non sei. Devi diventare ciò che Dio ti ha chiamato ad essere. Non devi provare niente a nessuno. Il Figlio di Dio ci conosce dentro e fuori. Lui conosce le nostre intenzioni, pensieri e desideri più intimi. Non trasformarti in ciò che non sei solo per guadagnare fama. Non è mai stata la volontà di Dio che i suoi figli si chinassero dinnanzi al successo, alle ricchezze o al potere. Facciamo il contrario, prostriamoci dinnanzi al Signore, facendo del Calvario il nostro vero pilastro. Se c’è qualcosa per cui dobbiamo dare gloria, che sia nella Croce di Cristo (1 Co 2.2; Gl 6.14).
Conclusione
Come abbiamo studiato nella lezione, la fama non può essere la motivazione del credente. L’anonimato non significa sconfitta per quelli che stanno in Cristo Gesù. Il Signore ci insegna la pratica dell’anonimato nella vita cristiana (Mt 6.1-4). La purezza, la semplicità e la sincerità sono valori del Regno di Dio che normalmente non vengono capiti dagli increduli. Tuttavia, siamo chiamati a manifestare questi valori nella nostra vita. Perciò, non preoccuparti dell’anonimato, ma desidera gradire il Signore che creò i cieli e la terra. Perché questi manifestano la sua esistenza e provano che Lui vede le intenzioni dei nostri pensieri e cuori. 
Lettura Quotidiana
Lunedì – Gv 3.30
Solo Cristo deve apparire
Martedì – Mc 9. 30-37
Avere il cuore di un bambino
Mercoledì – Mc 10. 42-45
Il Figlio dell’uomo è venuto per servire
Giovedì – Pv 8. 13 
Dio  odia  il cuore  superbo
Venerdì – Fp 4.8,9
Dobbiamo avere una motivazione nobile
Sabato – Mt 11.29
Dobbiamo imparare con il Signore
 
Rispondere
1. Che cos’è la vanità?
2. Definisci Fama.
3. Secondo la lezione, che storia narra il libro di Ecclesiaste?
4. Qual’è   il più grande esempio di semplicità e equilibrio?
5. Sei attratto dall’illusione dei media?
 


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