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I dolori dell’abbandono PDF Print E-mail
I dolori dell’abbandono
“A quelli che sono soli Dio dà una famiglia, libera i prigionieri e dà loro prosperità; solo i ribelli risiedono in terra arida.” 
Sl 68.6
Verità Pratica
Anche se veniamo abbandonati da parenti, amici o fratelli, Dio non ci abbandona mai. 
Lettura Quotidiana
Lunedì – 1 Tm 5.8
Chi non si prende cura della sua famiglia è peggiore dell’infedele. 
Martedì – Lv 19.32
Gli anziani devono essere onorati
Mercoledì – Pv 27.10
Gli amici non devono essere abbandonati
Giovedì – Sl 50.15
Dio ci risponde nel giorno dell’angoscia
Venerdì – Es 33.10,11
Mosè -  l’amico di Dio
Sabato – Gv 14.26
La promessa della venuta del Consolatore
Lettura Biblica.
2 Timoteo 4.9-18
9. Cerca di venir presto da me, 
10. perché Dema, avendo amato questo mondo, mi ha lasciato e se n’è andato a Tessalonica. Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. 
11. Solo Luca è con me. Prendi Marco e conducilo con te; poiché mi è molto utileper il ministero. 
12. Tichico l’ho mandato a Efeso. 
13. Quando verrai porta il mantello che ho lasciato a Troas da Carpo, e i libri, principalmente le pergamene. 
14. Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali. Il Signore gli renderà secondo le sue opere. 
15. Guardati anche tu da lui, perché egli si è opposto violentemente alle nostre parole. 
16. Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato: ciò non venga loro imputato!
17. Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte, affinché per mezzo mio il messaggio fosse proclamato e lo ascoltassero tutti i pagani; e sono stato liberato dalle fauci del leone. 
18. Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Introduzione
Oggi, tratteremmo degli effetti che l’abbandono causa nella vita del servo di Dio. Non è una novità, che è proprio nei momenti di angoscia e afflizione, che l’essere umano si sente dimenticato da tutti, anche da quelli che sono sempre vicini. Tuttavia, ci consola sapere che il Signore non abbandona mai i suoi figli. Lui non gli dimentica. Anzi, il nostro Padre conosce ognuno di noi per nome. Quando il Signore è salito in cielo, non ci ha lasciati orfani: ci ha inviato lo Spirito Santo, per consolarci e guidarci in tutte le cose (Gv 14.16). 
1. L’abbandono famigliare
1. Nella malattia: Nessuno è immune alle malattie, anche quelli che professano la fede in Dio (Gn 3.16-19).Perciò, quando ci ammaliamo, tutti noi abbiamo bisogno di aiuto e ausilio specifico. Purtroppo, ci sono famiglie che, in questi momenti, non sopportano lo stress e finiscono per abbandonare l’ammalato, principalmente quando si tratta di casi cronici. Coloro che agiscono in questo modo dimostrano di non possedere un genuino amore cristiano. 
La persona inferma necessita di appoggio, affetto e dedizione dei famigliari, per vincere e sopportare la malattia. Non possiamo dimenticare, delle coppie che divorziano quando uno dei coniugi s’ammala. Dio non approva questo comportamento (Mt 19.6).
2. Nel vizio: Normalmente è nella fase dell’adolescenza che si conosce e si comincia a consumare il fumo, l’alcol e altre droghe illecite. Molti entrano nel mondo della droga per carenza affettiva, curiosità o  per essere accettato da un determinato gruppo. Il tossicodipendente perde la nozione del giusto o sbagliato e, per soddisfare il vizio, è capace di rubare e uccidere. Alcuni commettono suicidio perché si sentono soli e abbandonati da amici e famigliari. Aver a che fare con tossicodipendenti non è facile. Ma è in questo momento che la famiglia deve essere presente ed essere unita per aiutarli a liberarsi dalla droga (1 Tm 5.8). 
3. Nella vecchiaia: La terza età, è composta da persone che hanno passato i sessanta anni. Nella nostra società, gli anziani non sono considerati, e in alcune famiglie vengono anche abbandonati. Molti sono messi in casa di riposo. Le Scritture dicono che i più anziani devono essere rispettati e ascoltati da quelli più giovani (Gs 23.1,2; La 5.12,14). Il mandamento del Signore di onorare padre e madre continua ad essere valido anche nei giorni attuali (Ef 6.1-3).
L’abbandono in situazioni difficili
1. Nella disoccupazione: Nella disoccupazione, la situazione economica si complica e lo standard di vita soffre un cambiamento drastico. In questo momento conosciamo veramente, chi sono i nostri amici (Lc 15.11-32). Anche i famigliari spariscono, perché temono di dover prestare dei soldi. Il Signore Dio, però, non abbandona i suoi figli. Lui ci manda le risorse necessarie (Sl 37.25).
2. Nell’amicizia: Tutti sognano aver una amicizia simile a quella di Davide e Gionata, e come quella di Rut e Noemi (1 Sm 18.1; Ru 1.8-18). Un’amicizia disinteressata e cristiana davvero. Nel momento del dolore, Noemi ha trovato in Rut un forte perno e Davide scoprì in Gionata un vero e leale protettore. Purtroppo, molte persone vengono abbandonate e tradite da quelli che sembravano essere grandi amici. Anche l’Apostolo Paolo sentì il dolore dell’abbandono: “ Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato; ciò non venga loro imputato!” (2 Tm 4.16). Il Signore, però, ha fortificato l’apostolo. La Parola di Dio ci avverte di non abbandonare un amico (Pv 27.10). Sia quindi, fedele, leale e amorevole (Pv 17.17). 
3. Nella Chiesa: La chiesa è il posto in cui colui che si sente solo e abbandonato trova amici e fratelli (Mc 10.29,30).
Purtroppo, ci sono chiese che hanno dimenticato dei suoi membri; non fanno visite, non pregano per loro, ne trattano le ferite. Il Signore, però, s’interessa di ognuna delle sue pecore. 
E’ arrivato il momento di guardare con più amore a quelli che necessitano di cure. Guardiamo anche i missionari che, molte volte abbandonati, vengono privati di molte cose. Siamo un solo corpo e, come tale, dobbiamo prenderci cura uno degli altri, affinché la chiesa di Cristo sfrutti di perfetta salute (1 Co 12.12).
Il Dio che non abbandona
1. Nell’angoscia: Elia era in angoscia, a causa delle persecuzioni di Izebel (1 Re 18.40). Temendo per la sua vita, il profeta fuggì nel deserto e, lì, ha desiderato profondamente la morte (1 Re 19.4). Dopo aver camminato quaranta giorni e quaranta notti fino a Oreb, si nascose in una caverna (1 Re 19.8). Lui si è rattristato molto perché credeva di essere l’unico credente in Israele. Il Signore, però, lo rianimò, rivelandogli che aveva riservato sette mila servi fedeli, in tutto quel regno, simile a lui (1 Re 19.14,18). Quante persone non si sentono esattamente così? Il Signore non ci abbandona mai. Nei momenti di afflizione, è sempre presente (Sl 50.15). 
2. L’amico: Abramo è stato chiamato amico di Dio (Gm 2.23). Possiamo avere lo stesso privilegio? Gesù chiamò i suoi discepoli di amici, quando ci si aspettava che gli chiamasse, servi (Gv 15.15). Lui è l’amico fedele; non ci abbandona nella difficoltà. Nella tempesta, ha liberato i discepoli del naufragio. Lui ha moltiplicato il pane e i pesci, e risuscitò il suo amico Lazzaro (Mc 4.35-41; Gv 6.1-15;11.11). Alleluia!  
Nel morire al nostro posto, Gesù ha dato la maggior prova di amore e lealtà che un amico può dare (Gv 15.13). Cristo, il vero amico, è morto nella croce del Calvario affinché oggi potessimo avere diritto alla vita eterna. Per avere questo amico fedele al tuo fianco, basta accettarlo come il tuo salvatore personale.  
3. La sua chiesa: Giorni prima della sua morte, Gesù ha rassicurato i discepoli, dicendogli che non sarebbero stati  soli, perché gli avrebbe inviato il Consolatore (Gv 14.26). Lui non abbandona la sua chiesa. La promessa è stata compiuta il giorno di Pentecoste, quando i discepoli pieni dello Spirito Santo, hanno cominciato a parlare in altre lingue (At 2). E’ lo Spirito Santo che convince l’uomo dal peccato, guidandolo in ogni cosa. Il Signore ha compiuto la sua Parola. Perciò, quando il sentimento di abbandono e solitudine ci assale, cerchiamo Dio in preghiera e,  sentiremmo la dolce e confortevole presenza dello Spirito Santo.
Conclusione
Anche se la famiglia e gli amici ti abbandonano, Dio ti accoglierà sempre. Lui è al tuo fianco. Il suo Spirito ti orienta in tutte le tue prove. Perciò, ricorriamo a Lui nelle nostre necessità. Dall’altro canto, non dimentichiamoci di  soccorrere quelli che si trovano in difficoltà. E’ ciò che ci raccomanda la legge dell’amore che ci ha consegnato Gesù. Il suo mandamento è chiaro: amatevi uno agli altri. 
Rispondere
1. Di che cosa  necessita una persona inferma?
2. Nella nostra società, come è composta la terza età?
3. Che tipo di luogo dev’essere la Chiesa?
4. Che cosa ha assicurato Gesù ai suoi discepoli, prima della sua morte?
5. Cerchi Dio nei momenti di prova?
 


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