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L’Invidia, Un grave peccato PDF Print E-mail
L’Invidia, Un grave peccato 
“Un cuore calmo è la vita del corpo, ma l’invidia è la carie delle ossa.”
Pv 14:30
Verità Pratica
Il vero cristiano non si lascia trasportare dall’invidia e non agisce con malvagità. 
Lettura Diaria
Lunedì – Sl 31.1-3
Pratica la bontà
Martedì – Pv 23.17
Non essere invidioso
Mercoledì – Fl 1.15
Predicare per invidia e disputa
Giovedì – 1 Sm 2.22-25
La malvagità dei figli di Eli
Venerdì – Pv 11.19,20
Dio abbomina la malvagità
Sabato – Ez 36.33
Dio purificherà il popolo di ogni malvagità
Lettura Biblica 
1 Gv 2.9-15
9. Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. 
10. Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c’è nulla in lui che lo faccia inciampare. 
11. Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi. 
12. Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati in virtù del suo nome. 
13. Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. 
14. Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno. 
15. Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 
Introduzione: 
Questa lezione parla di due gravi peccati, che non si dovrebbe trovare mai nella vita di un credente: l’invidia e la malvagità. L’invidia porta alla malvagità e questa allontana l’uomo dal Creatore. Tutti quelli che praticano l’iniquità saranno giudicati e condannati da Dio. Sfortunatamente, molti di quelli che affermano servire al Signore praticano la malvagità e, dopo, ipocritamente, si nascondono dietro a maschere di mansuetudine e umiltà. Ma l’Onnipotente non si lascia ingannare dalle apparenze. Nel tempo giusto, secondo la parabola delle zizzanie e del buon seme, gli toglierà e gli lancerà nel lago di fuoco. 
1.L’invidia nel principio del mondo
L’invidia, un sentimento malefico: L’invidia è lo stesso che l’avidità; un sentimento di disgusto causato dalla felicità di un altro. Invidiare è desiderare ciò che ha qualcun altro. Questo sentimento nasce dal tentativo frustrato di Satana nel voler impossessarsi degli attributi divini (Is 14:12-20). Lucifero ha invidiato il Signore; voleva essere più grande dell’Onnipotente. 
Nel Giardino dell’Eden, il serpente risvegliò qualcosa di simile in Eva, portandole il desiderio di essere come Dio (Gn 3.1-5).
Questo sentimento ha motivato il primo omicidio della storia (Gn 4.5). Perciò, la manifestazione dell’invidia tra i servi di Dio non e normale  (Gl 5.26).
2-Malvagità, un’azione maligna: La persona che pratica la malvagità è naturalmente perversa ed è sempre pronta a pregiudicare e a offendere il prossimo. Il Signore abomina gli iniqui di cuore e quelli che hanno piacere nel praticare il male (Pv 11.20). I figli del profeta Eli facevano ciò che era malvagio dinnanzi a Dio, e hanno avuto come sentenza la morte (1 Sm 2.34; 4.11). Tutti coloro che cercano di ferire il prossimo fisicamente o moralmente, agisce di maniera falsa, ipocrita e empia (Pv 6.16-19). Ciò non rimarrà impunita. 
3.L’invidia porta alla malvagità: Chi si lascia contaminare dall’invidia, vive angosciato e pianifica il male al prossimo. Anzi, la malvagità è preceduta dall’invidia. Le Sacre Scritture danno esempi reali di questo peccato doppio. In Genesi, troviamo la storia di Caino che, consumato dall’invidia, ha ucciso suo fratello, Abele. Anni dopo, i fratelli di Giuseppe, mossi dall’invidia, lo vendono come schiavo all’Egitto. Nei Vangeli, troviamo i sacerdoti che, presi dall’invidia di Gesù, hanno pianificato di imprigionarlo e ucciderlo (Mt 27.18).
L’invidia e le sue conseguenze
1. Nella vita di Caino: L’omicidio commesso da Caino è nato dall’invidia che lui nutriva per suo fratello, Abele. Lui presentò un’offerta al Signore che, a causa della cattiva disposizione del suo cuore, è stata rifiutata da Dio. Invece quella di Abele è stata accettata, perché lui amava Dio (Gn 4.1-16). Il problema non stava nell’offerta, perché Dio veniva adorato, nell’Antico Testamento, tanto da sacrifici vegetali che animali (Lc 2.1-16). Il vero problema stava nella qualità spirituale e morale di colui che offriva.
Vedendo che lo sguardo di Caino era cambiato a causa dell’invidia e dell’odio che lui nutriva contro il suo fratello, Dio lo avvertì riguardo il peccato che batteva alla porta. Ma Caino ha permesso che l’invidia si trasformasse in odio che, più avanti lo portò a pianificare e ad eseguire l’omicidio del fratello. Come conseguenza del suo crimine, Caino viene bandito dalla presenza del Signore (Gn 4:16). Il credente deve imparare a controllare le sue emozioni, perché il nostro comportamento genera conseguenze che a volte, ci portiamo dietro per tutta la vita.
2. Nella vita dei fratelli di Giuseppe: Giuseppe era il figlio amato di Giacobbe. Perciò, ricevette da suo padre un regalo che lo distingueva dai suoi fratelli (Gn 37.3). Oltre questo, ci sono stati due sogni che, quando interpretati, mostravano tutta la sua famiglia che si curvava dinnanzi a lui. Questi fatti, hanno suscitato l’invidia e la malvagità nei suoi fratelli, perché era inammissibile che il loro fratello più piccolo, un giorno arrivasse a dominarli (Gn 37.4-11). 
Presi dall’invidia, l’hanno venduto come schiavo all’Egitto, passati tredici anni, il Signore esaltò Giuseppe. Lo schiavo ebreo diventò governatore dell’Egitto. E, in questa condizione, poté salvare la sua famiglia, inclusi quelli che gli hanno fatto del male (Gn 41 a 48). Più tardi, sono venuti a pentirsi dei loro peccati e a riconoscere che Dio, operava una grande salvezza attraverso la vita di Giuseppe. 
3. Nella vita del credente: Il credente fedele non può essere dominato dall’invidia, perché tale sentimento è  peccato. La Bibbia ci insegna che dobbiamo rallegrarci con coloro che si rallegrano (Rm 12.15). Ma l’invidioso non riesce a rallegrarsi con il successo degli altri, perché non ha scrupoli e farà di tutto per impossessarsi di ciò che non gli appartiene. 
Sfortunatamente, ci sono molti credente che invidiano incarichi e posizioni, dimenticandosi che è il Signore Dio che chiama e dona capacità ai suoi servi per la specifica opera. L’invidioso, però, non capisce questo. Perciò, vive angosciato nell’anima. Chi nutre questo tipo di sentimento deve il più presto possibile correre ai piedi di Cristo e a cercare perdono e misericordia. Se non farà così, non erediterà la vita eterna.
 La distruzione che viene dalla malvagità
1. Nell’ambito famigliare: L’uomo e la donna che servono a Dio con sincerità non agisce con malizia o astuzia. Cristo ci invita a imparare con Lui ad essere umili e mansueti (Mt 11.29). La famiglia cristiana dev’essere diversa e affermarsi come esempio ad essere imitato. In casa, non deve mancare amore, pace e mansuetudine. Se, per caso, stai soffrendo con un famigliare, sopporta la difficoltà e vinci il male con il bene (1 P 2.3.8-12). 
2. Nel lavoro: Il lavoro è il posto dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo e dove troviamo anche persone invidiose, incompetenti e maligne. In questo ambiente, il servo di Dio deve imparare a condividere la sua fede (senza pregiudicare il suo lavoro) e dimostrare, attraverso azioni, che è diverso. 
Non mancano esempi di persone che soffrono abusi morali e che hanno la propria fede confrontata in ogni momento. Il desiderio di concorrere a incarichi e posizioni non è condannabile a meno che questo succeda di forma etica e come frutto dello sforzo e dei meriti personali. E’ inammissibile, però, che un servo di Dio agisca di maniera sleale e non etica. Dobbiamo essere sale e luce, per influenzare in modo positivo il nostro ambiente di lavoro, al fine di glorificare il nome di Cristo (Mt 5. 13-16,20). Anche se verrai ferito, agisci di maniera cristiana. Il Signore, nel tempo giusto, ti onorerà (Gl 6.9).
3. Nella chiesa: Parlare di malvagità dentro la chiesa può sembrare inutile, ma non lo è. Nei nostri greggi, non mancano lupi in veste di agnello e erbaccia in mezzo al grano. Ci sono tanti, che in nome di Dio, pianificano il male, insegnano eresie e profetizzano bugie, portando dissensi, ribellioni e scandali tra i santi (MT 7. 21-23; 2 P 2.1). 
La malvagità ha minato la fede di molti. Quante persone, obbiettivi di calunnie e slealtà, si trovano sviate dal cammino del Signore? La Parola di Dio dice che di sei cose odiate dal Signore, la settima Lui abomina: seminare contende tra i fratelli (Pv 6.16-19). Anche se soffri persecuzioni da falsi fratelli, prosegua fedelmente, perché il Signore ti ha riservato una grande ricompensa (2 Tm 3.12; Gl 2.4; 6.9; 1 P 5.4; Ap 2.10).
Conclusione: 
Chi serve a Dio in verità non deve sentire invidia del prossimo ne praticare il male. Il Signore ci ha chiamati per essere luce tra le tenebre. Così, se sei obbiettivo di invidia o di malvagità, cerca di guardare in alto, a Colui che ti da salvezza e liberazione. Non lasciare che il male vinca, ma vinci il male con il bene (Rm 12. 9,21). Non dimenticare mai che gli occhi del Signore sono attenti. Lui è giusto e il suo sguardo è rivolto ai giusti (Sl 11.4-7). 
Rispondere
1. Cos’è l’invidia?
2. Cosa succede alla persona che si lascia contaminare  dall’invidia?
3. Come è nato l’omicidio commesso da Caino?
4. Possiamo  desiderare incarichi e posizioni professionali? Spiegati. 
5. TI consideri una persona invidiosa e, di conseguenza , malvagia? Se si, sei disposto a cambiare?
 

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