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NEL PRINCIPIO (1) PDF Print E-mail

 INTRODUZIONE Nel principio Genesi significa origine oppure nascita.

Questo titolo del primo libro della Bibbia deriva dalla traduzione greca del Antico Testamento. Nella Bibbia ebraica abbiamo semplicemente il nome “Nel principio“, secondo le prime parole del libro. Questo è il libro dei principii, la base della rivelazione di Dio stesso. Nella Genesi troviamo, infatti, il principio di ogni cosa, le origini della vita, dei cieli e della terra, dell’uomo e del mondo in cui viviamo. Genesi 1 a 11 in particolare, contengono numerosi principii importanti che hanno lasciato il loro marchio nella storia del mondo e rimarranno significativi fino alla fine di quest’era.

Parecchi termini ed espressioni dei primi capitoli della Parola di Dio riappaiono negli ultimi capitoli dell’Apocalisse che descrive l’ultima meta del modo di agire di Dio riguardo alla terra. Dopo la descrizione iniziale della storia dell’uomo fino alla costruzione della torre di Babele, il libro della Genesi si concentra sulle origini di Israele, il popolo eletto di Dio, incaricato a portare la rivelazione di Dio in un mondo che si era smarrito e dato all’idolatria. 11 12 Nel Principio La composizione della Genesi Pare che il libro comprenda dieci genealogie, per dieci volte leggiamo: “Queste sono le generazioni (in ebraico: ’tôledôt’) di (...)“, una formula resa nella Nuova Versione del Re Giacomo con: “Questa è la storia di,“ oppure: “Questo è il (libro della) genealogia di.“ Sei di queste sono chiaramente genealogie, cioè di Adamo (5:1), i figli di Noè (10:1), Sem (11:10), Terah (11:27), Ismaele (25:12), e Esaù (36:1).

Indubbiamente questo è molto importante, in quanto colloca l'alba della storia dell’uomo in un chiaro quadro storico, come lo confermano pure i numerosi riferimenti nel Nuovo Testamento a Genesi 1-11 (vedi Appendice II). Il messaggio della Bibbia si basa su fatti definiti, e non su leggende o racconti popolari. In Genesi 2:4; 6:9; 25:19 e 37:2, la stessa formula (“Queste sono le generazioni di“) viene usata in relazione alla storia dei cieli e della terra e alla storia o genealogia di Noè, Isacco e Giacobbe. Sette biografie A prescindere dalla divisione in genealogie si possono distinguere anche sette biografie di diversa lunghezza, cioè quelle di Adamo (Ge. 1-3), Abele e Seth il quale lo sostituì (Ge. 4-5), Noè (Ge. 6-10), Abrahamo (Ge. 11-25), Isacco (Ge. 26-27), Giacobbe (Ge. 28-36), e Giuseppe (Ge. 37-50). I temi principali di queste sette biografie sono paralleli al prologo e ai sei giorni della creazione di Genesi 1. Le prime tre biografie trattate in Genesi 1-11 sono: (1) La biografia di Adamo (col rapporto della creazione, della caduta e della maledizione) corrisponde a Genesi 1:1-2 (il buon principio, seguito dal caos e dalla rovina). (2) La biografia di Abele e di Seth il suo sostituto, contrapposta a quella di Caino e alla sua discendenza corrisponde a Genesi 1:3-5 (separazione della luce dalle tenebre).

(3) La biografia di Noè e della sua discendenza corrisponde a Genesi 1:6-8 (separazione delle acque rispettivamente delle nazioni).

Per le altre analogie vedi Appendice I. Il libro di Genesi, e Genesi 1 in poche parole, ci offre il piano di base di tutti i modi di agire di Dio con la Sua creazione, con l’umanità e con ogni singolo credente. E termina con l’annuncio della venuta del principe del mondo (Adamo, Giuseppe e Cristo come il secondo Adamo) e il riposo sabatico del Regno a venire. Per quanto riguarda la nostra vita personale di fede, il proposito di Dio è che il secondo Uomo dal cielo prenda forma in noi e che noi entriamo nel riposo di Dio

(Ga. 4:19; Ef. 4:13; Eb. 4:1-11). 1. Introduzione 13 2 IL PIANO DI DIO PER LA SUA CREAZIONE L’uomo e sua moglie I capitoli 1 e 2 della Genesi piuttosto che in conflitto, sono in armonia; infatti sono racconti complementari della creazione. Genesi 1 ci offre la descrizione della creazione tale come fu preparata per l’uomo, che alla fine del capitolo appare come capo e corona della creazione di Dio. Genesi 2 inizia con la creazione dell’uomo e continua poi descrivendo le diverse relazioni in cui Dio lo mise: (1) La relazione col Creatore, (2) La relazione con l’ambiente creato, (3) La relazione con le creature su cui doveva regnare, e (4) La relazione con la donna datagli come aiuto in tutti i suoi compiti. Il nome Adamo significa “terra rossa“, poiché fu formato dalla polvere della terra. Eva ricevette il suo nome solo dopo la caduta; Adamo la chiamò donna (Isha), poiché fu tratta dall’uomo (Ish) (2:23; 3:20). Ella era nello stesso tempo la compagna adatta per Adamo e la madre della razza umana, la madre di tutti i viventi (Eva significa ’vivente’; ’datrice di vita’). La creazione dell’uomo, ultimo atto di Dio, ebbe luogo nel sesto giorno, dopo che era stato preparato tutto il regno su cui egli doveva regnare. 15 16 Nel Principio Due serie di tre giorni I sei giorni possono essere divisi in due serie parallele di tre giorni:

(1) Nel primo giorno fu chiamata all’esistenza la luce, mentre nel quarto giorno furono stabiliti i luminari per governare il giorno e la notte. (2) Nel secondo giorno, un firmamento (lett. estensione) separava le acque che erano sotto il firmamento da quelle che erano sopra, mentre nel quarto giorno le acque brulicavano di esseri viventi, e gli uccelli volavano nell’aperta distesa dei cieli.

(3) Nel terzo giorno fu preparata la terra asciutta, mentre nel sesto giorno furono chiamati all’esistenza i suoi abitanti. Riassumendo, i primi tre giorni si riferiscono a diversi dominii o regni della creazione (i cieli, il mare e la terra), gli ultimi tre giorni invece si riferiscono agli abitanti o governatori di questi dominii. Adamo e Cristo L’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, ricevette il dominio universale. La funzione di Adamo sulla terra era quella di rappresentare Dio, di dominare su tutte le opere delle Sue mani

(Sl. 8:6). Questo piano sarà in definitiva adempiuto in Cristo, il secondo Uomo, il Signore dal cielo (1 Co. 15:27; Ef. 1:22; Eb. 2:6-8). Proprio come Dio operò in Genesi 1 verso la creazione dell’uomo, stabilendolo come capo sulle opere delle Sue mani, sta ancora operando dalla caduta dell’uomo, in vista del momento in cui tutte le cose saranno assoggettate al secondo Uomo (Gv. 5:17). La conclusione di questo sarà il riposo nel settimo giorno: il riposo sabatico del Millennio, che sfocerà nella pace e nell’armonia dello stato eterno quando Dio sarà tutto in tutti (1 Co. 15:25-28; Eb. 4:9-10). La nuova creazione La prima creazione annuncia la nuova creazione di Dio, di cui i credenti sono le primizie (2 Co. 5:17; Ef. 2:10; Cl. 3:10; Gm. 1:18; 2 Pi. 3:13; Ap. 21:1-7). Si può tracciare una linea dal compimento della prima creazione al compimento della nuova creazione; questa linea però passa per il monte Calvario dove il Salvatore esclamò una volta: “È compiuto“ (Ge. 2:1-3; Gv. 19:28-30; Ap. 21:6). La Sua opera compiuta è la base della nuova creazione. A parte il verbo completare o finire, troviamo anche i verbi fare, formare e creare nel racconto della creazione. Creare viene usato soltanto per il principio originale dei cieli e della terra, la creazione degli animali e la creazione dell’uomo (Ge. 1:1, 21, 27). I verbi fare e formare indicano la formazione della materia esistente. La creazione originale della materia dal nulla è sottintesa nelle parole di Genesi 1:1 (a questo riguardo, vedi anche Sl. 33:6,9; Ro. 4:17b; Eb. 11:3; 2 Pi. 3:5). C’è una differenza tra l’inizio di Genesi 1:1 e quello di Giovanni. Giovanni risale a un passato senza data, prima che il tempo esistesse. Genesi 1:1 sottolinea il principio del tempo e della materia. Qui troviamo l’attività della Parola eterna per mezzo della quale tutte le cose furono fatte. Come la prima creazione fu stabilita per l’attività della Parola e dello Spirito di Dio, alla stessa maniera viene introdotta la nuova creazione. Dio creò e formò il mondo per mezzo della Parola (cfr. il ripetitivo “Poi Dio disse“ in Genesi 1) e per mezzo 2. Il piano di Dio per la Sua creazione 17 18 Nel Principio del Suo Spirito (cfr. Ge. 1:2; Sl. 104:30). Quest’opera trova il suo parallelo nella nuova creazione quando ha luogo la nuova nascita tramite la potenza purificante e vivificante della Parola e dello Spirito di Dio (Gv. 3:5; 13:10; 15:3; Gm. 1:18; 1 Pi. 1:23). Dio si sta occupando di noi dal momento stesso in cui Egli mandò la luce dell’Evangelo nelle tenebre della nostra esistenza (2 Co. 4:4,6), così che cresciamo spiritualmente e siamo conformati all’immagine del Figlio di Dio. Questo è il genere di formazione che avviene nella nuova creazione (Ro. 8:29; 2 Co. 3:18). È in questo modo che Dio si occupa del popolo che Egli creò per la Sua gloria (cfr. Is. 43:7,21). Dio ci forma dunque, perché portiamo l’immagine di Suo Figlio, l’ultimo Adamo, affinché Egli possa avere la preminenza in tutte le cose (1 Co. 11:7; 15:48- 49; Ef. 4:24; Cl. 1:18; 3:10). Il mistero di Cristo e della Chiesa Adamo divenne poi progenitore della razza umana – che portò la sua somiglianza dopo la sua caduta nel peccato (Ge. 5:1,3). Adamo, essendo progenitore della famiglia umana, è un tipo del Cristo, che dopo la Sua risurrezione dai morti divenne il Capo di una nuova generazione di uomini. “Adamo era un tipo di Colui che doveva venire“, dice Paolo in Romani 5:14. Sotto molti aspetti, però, Adamo è anche una figura negativadi Cristo, come lo si può notare dai netti contrasti menzionati dall’apostolo in Romani 5:12-21. Per la trasgressione di Adamo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte. Il risultato di ciò fu appunto la condanna dei peccatori. Ma per l’ubbidienza di Cristo fino alla morte c’è abbondanza di grazia, giustizia e vita per tutti quelli che sono uniti a Lui. In 1 Corinti 15 ritroviamo il contrasto tra i due capi di famiglia, questa volta però in relazione al tema della risurrezione. Infatti, siccome per mezzo di un uomo (Adamo) è venuta la morte, così anche per mezzo dell’Uomo (Cristo) è venuta la risurrezione dai morti. Quando Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, divenne poi un essere vivente quando Dio gli soffiò nelle narici il soffio vitale. Ma il Cristo risorto divenne uno spirito vivifi- cante soffiando l’alito vitale sui suoi discepoli (Ge. 2:7; Gv. 20:22; 1 Co. 15:45). Mentre i discendenti di Adamo erano naturali e mortali, i discendenti di Cristo sono spirituali e immortali. “Quale è il terrestre, tali sono anche i terrestri, e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti“ (1 Co. 15:48). Mentre la creazione del primo uomo fu un grande miracolo per l’incomprensibile unione di spirito e materia, del soffio vitale e della polvere della terra, il mistero della nuova creazione è ancora più grande e più insondabile, la nuova nascita e la risurrezione dai morti di coloro che sono uniti all’Uomo celestiale! Proprio come Adamo ed Eva erano una coppia umana, anche fra Cristo e la Chiesa esiste un vincolo speciale. Eva fu nello stesso tempo la sposa e il corpo di Adamo, essendo “ossa delle sue ossa e carne della sua carne“ (Ge. 2:20-24). Similmente la Chiesa è allo stesso tempo la sposa e il corpo di Cristo, l’ultimo Adamo (Ef. 5:23-32). Proprio come Eva venne fuori, per così dire, dal fianco di Adamo dopo che un sonno profondo era caduto su di lui, così la Chiesa è il frutto del sonno mortale di Cristo, essendo stata tratta dal Suo fianco forato. Adamo ed Eva furono stabiliti per governare sulla terra e similmente Cristo e la Sua sposa, la Chiesa, regneranno durante il Regno a venire. Un’altra cosa che troviamo in Genesi 2 è l’istituzione del matrimonio come mezzo santificato e benedetto da Dio per una vita in comune dell’uomo e della donna. Cristo fa appunto riferimento a questa istituzione nel Nuovo Testamento (Ge. 2:24; Mt. 2.

Il piano di Dio per la Sua creazione 19 20 Nel Principio 19:3-8). Anche le lettere dell’apostolo Paolo ci mostrano che l’ordine della creazione funge da norma per la posizione dell’uomo e della donna (1 Co. 11:7-12; 14:34-35; 1 Ti. 2:12-13). Senz’alcun dubbio si può vedere che non esiste alcuna differenza tra gli uomini e le donne per quanto riguarda la salvezza in Cristo. Sono uguali per quanto concerne la loro posizione in Cristo (Ga. 3:28), ma differenti per quanto riguarda la loro posizione nella creazione. La realtà della salvezza non annulla la realtà della creazione. Ciò deve essere reso manifesto nelle congregazioni dei redenti, poiché là persino gli angeli sono testimoni dell’ordine divino (1 Co. 11:10). 

 

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