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LA PROVA PIÙ SOLIDA DELL'EVOLUZIONE PDF Print E-mail

 Abbiamo già accennato al fatto che i ritrovamenti fossili forniscono la prova più autorevole esistente a favore dell'evoluzione e che la famosa successione del cavallo è considerata la miglior prova che i fossili di cavallo forniscono a favore dell'evoluzione, siamo arrivati al punto culminante! Siamo pronti ad esaminare quale evidentemente è l'unica prova più importante. L'arma più grossa esistente nell'arsenale degli evoluzionisti è pronta a sparare! Osserviamo quanto danno essa può arrecare alla teoria creazionista!

L'Eohippus aveva quattro dita nel piede anteriore e tre nel posteriore, anziché uno solo per ogni piede come il cavallo moderno. Aveva anche una caviglia più complessa e due ossa nella zampa anteriore, anziché una sola come il cavallo moderno. Questa struttura dava all'Eohippus la stessa rotazione che tu hai nell'avambraccio 47.

Se i fossili che sono stati ordinati in successione per dimostrare l'evoluzione del cavallo hanno realmente avuto la relazione dall'uno all'altro che gli evoluzionisti sostengono, essi dimostrano che il cavallo, attraverso gli anni, ha perduto un bel numero di dita, come pure altre ossa del piede e della zampa. La perdita delle dita non rende un organismo più complesso, bensì più semplice. Il processo portato all'estremo potrebbe ridurre il cavallo in un animale unicellulare e non già sviluppare un cavallo da un'unica cellula.

La grossa arma ha fatto fuoco all'indietro: il cavallo ci sta portando indietro!

I fossili del cavallo procedono troppo lentamente

Qui l'evoluzionista si trova a dover affrontare un altro problema molto serio. Mentre la prova a favore dell'evoluzione del cavallo non dimostra l'aumento nella complessità necessaria a provare l'evoluzione, essa grida a gran voce che non ci fu tempo sufficiente perché la vita intorno a noi si sviluppasse mediante metodi evoluzionistici. Gli strati più antichi, contenenti fossili multicellulari indiscutibili, sono quelli del periodo Cambriano che si dice abbia avuto fine circa 480 milioni di anni fa. In essi sono stati trovati fossili appartenenti ad una grande varietà di invertebrati marini. Il trilobite, una creatura marina alquanto semplice, è il fossile indice per riconoscere gli strati Cambriani. In verità, il salto dal trilobite all'uomo sarebbe stato fantasticamente grande e complesso, comprendendo lo sviluppo della spina dorsale e di moltissimi altri organi specifici. Uno dei passi sarebbe stato quello difficile di sviluppare l'uomo dalla scimmia o da qualche antenato comune. Ci insegnano che per questo passo occorsero soltanto fra i 500.000 e i 14 milioni di anni. Nel mezzo di questa frenetica attività evolutiva, però, al cavallo -- il quale, ci si dice, fornisce la miglior prova fossile -- per perdere tre dita occorsero da 50 a 60 milioni di anni. Questa è la nona parte del tempo totale occorrente alla formazione dei fossili. L'evoluzionista crede che il trilobite si è fatto uomo in un tempo di nove volte soltanto superiore a quello che è occorso al cavallo per perdere tre dita. Paragonando le due imprese, sembra che il cavallo avrebbe dovuto perdere le dita in qualche centinaio di anni.

Tommaso Heinze, Copyright © 1973, 2003

 

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