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I FOSSILI FUORI POSTO PDF Print E-mail

 Poiché gli evoluzionisti stabiliscono l'età degli strati sulla base dei fossili che vi sono rinvenuti, questi dovrebbero corrispondere alle età attribuite alle rocce nelle quali sono rinvenuti. Ma sovente non è così 32 .

Allorché, invece di formare una progressione dal semplice al complesso, i fossili vengono rinvenuti insieme in una tale varietà di complessità che secondo la teoria non sarebbe stata possibile, poiché non viventi alla stessa epoca, si dimostra che non sempre la prova fornita dai fossili milita a favore della tesi evoluzionista, come si vuol fare apparire.

Uno degli esempi più interessanti di fossili che non coincidono con gli strati nei quali si trovano è costituito dal caso delle orme apparentemente umane e la cui importanza è sufficiente da meritare che si presenti qui questa lunga citazione di Henry M. Morris, capo del dipartimento di ingegneria civile del Virginia Polytechnic Institute:

V'è, per esempio, il caso delle orme umane frequentemente rinvenute in strati ritenuti antichissimi. L'uomo, naturalmente, si suppone si sia sviluppato solo nel tardo terziario al più presto, e che perciò risalga solo ad un milione di anni fa. Ma quelle che sembrano impronte di piede umano sono state rinvenute in rocce antiche quali quelle del periodo carbonifero, vecchie probabilmente di duecentocinquanta milioni di anni. Dice lo Ingalls:

« In località che vanno dalla Virginia e dalla Pensilvania, attraverso il Kentucky, l'Illinois, il Missouri e verso occidente fino alle Montagne Rocciose, orme simili a quelle sopra mostrate (si riferisce a diverse fotografie che accompagnano il testo) e con una lunghezza variante da cm. 12 a 25, sono state rinvenute sulla superficie di rocce portate alla luce, ed un numero sempre maggior di esse viene trovato col passare degli anni ».

Queste orme sembrano, secondo ogni evidenza, esser state lasciate da piedi umani in un'epoca in cui tali rocce erano fango soffice. Come viene indicato nella citazione, non si tratta di un caso raro ma piuttosto frequente. I geologi si rifiutano tuttavia di accettarne l'evidenza, poiché ciò vorrebbe dire o che l'uomo moderno è vissuto già nei primi anni della supposta storia evoluzionistica o che questa storia deve esser condensata, riducendola alla durata misurata dalla storia umana. Nessuna delle due alternative è accettabile. Dice lo Ingalls:

« Se l'uomo, o perfino il suo antenato scimmia o finanche l'antico antenato mammifero dell'antenato scimmia, è già esistito sotto una qualsiasi forma nel periodo carbonifero, allora tutta la scienza geologica è errata, al punto che tutti i geologi dovrebbero dare le proprie dimissioni per diventare camionisti. Ne risulta che almeno per ora la scienza respinge la seducente spiegazione secondo la quale l'uomo lasciò coi suoi piedi queste misteriose impronte nel fango del periodo carbonifero » 33 .


Poiché questi strati sono, secondo gli evoluzionisti, circa duecentocinquanta volte più antichi rispetto a quella che potrebbe esser la data alla quale comparve l'uomo, è chiaro che ciò pone un problema. Secondo A. C. Ingalls, gli scienziati, i cui presupposti non permettono loro di accettare queste impronte come quelle di piedi umani, si dividono in due categorie, in conformità delle due soluzioni possibili circa la loro origine: 1. Che esse furono scolpite da antichi indiani; 2. Che furono lasciate da un animale sconosciuto con orme rassomigliami a quelle di esseri umani .

Un'altra prova simile, ma più interessante, è stata rinvenuta al fiume Paluxy presso Glen Rose, nel Texas. Quivi sono state rinvenute in uno stesso strato, che, si suppone, risale al periodo cretaceo, orme di uomini e di dinosauri. Ma, secondo la teoria evoluzionista, l'uomo non fece la sua; comparsa che settanta milioni di anni dopo quel periodo. Sembrerebbe perciò impossibile che si potessero trovare l'una accanto all'altra, le due serie di impronte negli stessi strati messi a nudo da un fiume, se realmente fra l'uomo ed il dinosauro è intercorso un periodo di settanta milioni di anni. Morris conclude che ambedue risalgono a dopo la creazione dell'uomo e che i periodi di tempo postulati dagli evoluzionisti sono grandemente esagerati. Altri evoluzionisti hanno suggerito invece che le orme forse erano state scolpite sulla roccia da qualcuno per inganno, ma poiché scavi fatti più recentemente hanno mostrato che le orme continuano per molta distanza sotto la roccia, questa possibilità è stata eliminata.

Un'altra recente scoperta è quella dei fossili di due uomini moderni rinvenuti in una miniera di rame nel Moab, Utah. La roccia dove i fossili sono stati trovati sembra che si sia formata mentre i fossili erano già dentro e non che-furono messi più tardi. Questo strato, secondo i geologi, risale a cento milioni di anni fa35.

Un altro fossile, tanto fuori ordine dal punto di vista evoluzionista, da non essere preso neppure in considerazione, è quello dell'orma di un sandalo trovato nella roccia cambriana. Questo è il più vecchio strato contenente fossili, e vari fossili trilobiti, che sono i fossili guida di quel periodo si vedono chiaramente nell'orma 36.

All'altro estremo, per quel che riguarda questo tipo di evidenza fossile, troviamo che alcuni animali, ritenuti estinti da anni e di cui ci si serviva per datare gli strati nei quali venivano rinvenuti, sono stati rinvenuti viventi ancora oggi. Questi pochi esempi servono a sottolineare il fatto che la datazione degli strati comporta molti problemi. Scrivendo a tale proposito, Robin S. Allen, geologo di una certa importanza, afferma:

Per la sterilità dei suoi concetti, la geologia storica, che comprende la paleontologia e la stratigrafia, è divenuta statica e improduttiva. I metodi correnti per delimitare gli intervalli di tempo, che sono gli elementi fondamentali della geologia storica, e per stabilire la cronologia, sono di dubbia validità. Ma quel che è peggio, i cri-teri di correlazione, il tentativo di esprimere i dati di tempo o di sincronizzare la storia di un luogo dal punto di vista geologico con quella di un altro, sono vulnerabili dal punto di vista logico. Le scoperte della geologia storica sono dubbie perché i principi sui quali si basano o sono inadeguati, ed in tal caso andrebbero riformulati, o sono falsi, ed in tal caso andrebbero respinti.

La maggior parte di noi ci rifiutiamo di respingerli o di riformularli, e ne risulta l'attuale deplorevole stato della nostra disciplina 37 .


Poiché all'epoca attuale animali di ogni grado di complessità vivono insieme sulla stessa terra alla stessa epoca, il fatto che una certa roccia contenga fossili di un certo grado di complessità non prova certamente che l'animale vivesse in una certa era passata. Ciò diviene particolarmente ovvio quando la roccia si trova al di sotto di altri strati contenenti fossili meno complessi.

L'evidenza che ogni specie di piante e di animali hanno sempre vissuto insieme è importante, perché se si potesse provar ciò, si eliminerebbe completamente la teoria della evoluzione e si appoggerebbero quelli che credono che la creazione si è verificata in sei giorni veri e propri.

Questa prova non costituisce tuttavia una necessità per i sostenitori della creazione, molti dei quali ritengono che Iddio creò in un periodo più lungo di tempo e insistono sulla coincidenza generale (benché non completamente priva di eccezioni) fra l'ordine della creazione secondo la Bibbia e la sequenza dei fossili presentata dagli evoluzionisti.

Tenuto conto del rapporto fra i ritrovamenti fossili e l'origine e la storia della vita, è significativo notare che in ogni successione di rocce stratificate abbastanza spesse da ricoprire un lungo periodo di tempo, esiste un notevole parallelo fra la successione e gli atti creativi 38 .


Avendo dato uno sguardo ai fossili in generale ed alla loro importanza per la teoria dell'evoluzione, passiamo ai fossili più importanti.

Il cavallo: la migliore prova dell'evoluzione

Come precedentemente è stato dimostrato, si nota una regolare assenza di fossili di transizione tra una specie e l'altra che possano sostenere la tesi evoluzionistica che gli animali, col tempo, si sono cambiati progressivamente da una forma in un'altra. Nella maggior parte dei casi gli evoluzionisti non sono d'accordo fra loro neppure riguardo a quale sia l'animale da cui qualsiasi altro si è originato.

Il cavallo è di solito ritenuto essere un'eccezione a. questa regola e la miglior prova fossile che l'evoluzionista, ha nel suo arsenale.

L'Enciclopedia Americana dice: « Fra i numerosi esempi di evoluzione organica, quello citato e discusso più frequentemente di qualunque altro è quello del cavallo » 39 . Il testo successivo afferma che il cavallo è l'animale i cui resti fossili dimostrano più chiaramente di quelli di qualunque altro animale il processo evolutivo, e che questa evoluzione-si è verificata in maniera regolare.

L'Enciclopedia Britannica è d'accordo, dicendo: « La. famiglia del cavallo possiede i migliori documenti fossili di qualsiasi gruppo di mammiferi » 40 .

Poiché il cavallo fornisce le migliori prove fossili che gli evoluzionisti hanno, è importante notare cosa dimostrano queste prove, e che cosa non dimostrano. Esse consistono in un numero di fossili messi in ordine secondo la loro somiglianzà al cavallo moderno. Questi fossili non sono stati trovati depositati uno sopra l'altro con quello considerato-più vecchio sotto, ma dispersi a casaccio nel mondo, rendendo molto difficile la determinazione di qualche relazione-tra di loro. Neppure tra gli evoluzionisti esiste un completo accordo se tutti questi animali devono essere considerati come passi evolutivi del cavallo o se alcuni erano animali distinti-che non avevano niente a che fare col cavallo.

Quando vengono ritrovati i fossili dei vari animali considerati come anelli di passaggio nell'evoluzione del cavallo, non mostrano un ponte graduale dall'Eohippus che è considerato il più vecchio fino al cavallo moderno; anzi come spiega l'evoluzionista du Nouy: « Ognuno di questi inter-mediari sembra apparso improvvisamente e non è stato ancora possibile per la mancanza di fossili, ricostruire il passaggio fra questi intermediari. Però questo passaggio dovrebbe essere esistito. Le forme conosciute rimangono separate come i pilastri di un ponte crollato. Noi sappiamo che il ponte è stato costruito, ma rimane soltanto un po' dei pilastri. Possiamo immaginare che la continuità non sarà mai stabilita dai fatti » 41.

Goldschmidt, un altro evoluzionista, dichiara: « Entro le serie che hanno conosciuto un'evoluzione graduale come quella famosa del cavallo, i passi decisivi sono all'improvviso e senza transizione » 42.

Dunque è chiaro che i fossili non mostrano una gamma continua di evoluzione dall'Eohippus al cavallo. Ciò che essi mostrano è un numero di animali distinti mancanti di anelli di congiunzione fra loro. Essi possono però essere ordinati in modo da mostrare qualche passo evolutivo -- con particolare riguardo all'evoluzione dei piedi -- che potrebbe essere necessario se il cavallo moderno si sviluppò dall'Eohippus. Una differenza nella grandezza dei fossili è di solito considerata una delle evidenze dell'evoluzione. L'Eohippus che viene messo per primo nella linea, era più piccolo del cavallo moderno, ma la differenza di grandezza è di solito esagerata paragonando la grandezza dell'Eohippus più piccolo, che era pressapoco quella di un piccolo cane, ai cavalli moderni. L'Enciclopedia Britannica dice però: « Varie specie di Eohippus della grandezza di un cane a quella di un cavallino vissero in America del Nord e in Europa... » 43 .

Come si potrebbe paragonare la grandezza del più piccolo cavallo moderno con quella dell'Eohippus? Le seguenti citazioni ne danno qualche idea: « Una razza di cavallino allevata in Inghilterra spesso raggiunge la grandezza massima di non più di 72 cm » 44. Facendo riferimento a un cavallo allevato in Argentina: « Questo piccolissimo cavallo è un animale alto 38 cm, e pesa 11 kg. contro i 30 di un grosso cane » 45 .

Poiché l'Eohippus più grande aveva la grandezza di un pony scozzese ed era quindi considerevolmente più grande del più piccolo moderno cavallo, di solito nella disputa evoluzionistica la differenza di grandezza non viene considerata di grande importanza.

Inoltre se il moderno cavallo proviene dall'Eohippus, nel processo evolutivo esso ha perduto alcuni denti ed ha mutato una schiena dalla più robusta forma ad arco in una più debole, diritta o addirittura curvata in basso. Queste due cose sembrano essere dei passi indietro verso uno stato meno complesso e funzionale.

Quando i fossili classificati nella successione del cavalla vengono ordinati in modo appropriato per mostrare una progressiva diminuzione nel numero delle dita, il numero delle costole aumenta e diminuisce senza una progressione evolutiva in nessuna direzione.

Il cervello invece cui non viene data la stessa importanza del numero delle dita come prova dell'evoluzione del cavallo è un organo di questo animale in cui qualche evidenza sembra indicare che il cavallo moderno è più complesso del dell'Eohippus.

Il cavallo moderno ha un cervello ripiegato e solcato, mentre comunemente si riferisce che l'Eohippus l'abbia avuto liscio, cioè senza scanalature come quello di un rettile. (Non tutti sono d'accordo su questo. Radinsky, un evoluzionista egli stesso, presenta la prova che la vecchia teoria dell'Eohippus dal cervello liscio fu basata sulla errata classificazione di un fossile) 46.

Se Radinsky ha torto e l'Eohippus ebbe realmente un cervello liscio, questa sembrerebbe una buona prova per l'evoluzione, se non che gli evoluzionisti ritengono che anche la mucca si sia sviluppata dall'Eohippus, ma su una linea completamente separata dal cavallo. Il cervello del cavallo e quello della mucca, comunque, sono così simili l'uno all'altro che la maggior parte delle piegature nel cervello del cavallo hanno le parti corrispondenti nel cervello della mucca. Essi sono tanto uguali che per la stragrande parte si usano gli stessi nomi per ambedue! Se come gli evoluzionisti ci dicono, la mucca e il cavallo non si sono sviluppati l'uno dall'altro, ma tutti e due provengono, attraverso linee separate per mezzo di mutazioni casuali, dall'Eohippus dal cervello liscio, sembra estremamente improbabile che ambedue i cervelli si sarebbero sviluppati in maniera così simile nella struttura. La prova starebbe a dimostrare che ambedue furono creati dallo stesso progettista.

 

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