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L'ORIGINE DELLA MATERIA PDF Print E-mail

« Io non credo in Dio! La scienza ha provato che non c'è! » Queste sono le parole di uno studente universitario col quale un giorno parlavo a Castellammare di Stabia, ma riflettono un'idea che troppo spesso viene elargita ai nostri studenti, cioè che la materia è eterna, che è sempre esistita e perciò, non essendo mai stata creata, un creatore non c'è.

Io espressi il mio grande interesse per l'argomento e gli domandai: « Mi potresti dare una di queste prove? »

Il giovane di rimando: « Ebbene eccola! (pausa) -- ebbene -- uh - uh - ehm - uh -- Ebbene dammi tu una prova che Dio c'è! »

Io sto ancora aspettando che qualcuno mi dia la prova che Dio non esiste, ma le prove che io diedi a favore di Dio, a quello studente, furono press'a poco queste, anche se qui l'ho perfezionate con citazioni più esatte.

L'ateo insiste che un creatore non esiste perché, dice, la materia è sempre esistita, ma è chiaro che la materia non è sempre esistita. La terra è talmente calda che all'interno è ancora allo stato fuso, però è sospesa nello spazio che è estremamente freddo. Essa sta perdendo rapidamente il suo calore e sta giungendo alla temperatura dello spazio che la circonda, tuttavia non è ancora fredda. Se si stesse raffreddando da tutta l'eternità, sarebbe già fredda, ma non è così. È perciò stata creata tanto recentemente che non ha avuto il tempo di raffreddarsi completamente, quindi la materia non è eterna. La terra ha avuto un'origine recente.

Una scoperta sorprendente fu fatta nell'esplorazione della luna. Poiché la luna è più piccola della terra e le cose piccole si raffreddano con maggiore rapidità, gli scienziati si sorpresero molto nel trovare che anche la nostra piccola luna è ancora calda rispetto a ciò che la circonda! È chiaro che ha cominciato a raffreddarsi così di recente che ancora sta perdendo considerevole calore: dunque non può essere eterna.

Una scoperta più recente e ancora più sbalorditiva è stata fatta studiando le fotografie mandate dalla sonda Voyager 1 nel 1979. È quella della più grande attività vulcanica mai conosciuta nel sistema solare. Si è trovata su un satellite ancora un po' più piccolo della nostra luna: si chiama Io e gira attorno al pianeta Giove. B.A. Smith, il capo gruppo degli scienziati che studiano queste fotografie, ha detto: « I vulcani della terra non si avvicinano neppure a questa forza! I vulcani di Io eruttano alla velocità di un fucile potente. Sapevamo già che Io era giovane, ma non avevamo capito quanto fosse nuovo veramente; la superficie di Io si sta formando in questo momento! » 1.

Il nostro sole sta perdendo peso alla velocità di sei milioni di tonnellate al secondo. Sta durando dall'eternità questo processo? Se così fosse ci deve essere stato un tempo in cui il sole era infinitamente grande e riempiva l'intero spazio.

Se il sole e le stelle bruciano idrogeno o qualsiasi altro materiale per mezzo di una reazione radioattiva o di qualunque altro mezzo noto, in un tempo infinito si sarebbero tutte consumate e la combustione sarebbe cessata.

Oppure, prendiamo ad esempio gli elementi radioattivi come l'uranio e il torio. Questi si decompongono continuamente; qualsiasi data quantità si dimezzerà in tanti (diciamo « X ») anni. Un numero « X » di anni or sono, v'era quindi nel mondo il doppio della quantità ora esistente di uranio; 2x anni fa v'era il quadrupla della quantità... e così via fino alla notte dei secoli. Giungiamo così alla conclusione che un'eternità di anni or sono deve essere esistita una quantità infinita di quel solo elemento! E questo è impossibile »2.


È impossibile non solo in teoria, ma anche sul piano pratico in quanto che la decomposizione di un elemento radioattivo produce altri elementi che dovrebbero ancora oggi esistere in infinita quantità.

La continua espansione dell'universo, poiché le stelle e le galassie apparentemente vengono proiettate verso l'esterno come da un punto centrale nel quale ebbero origine tutte, implica anche una data d'origine. « Si valuta che se si espandesse al ritmo calcolato da questi teorici per un quinto del periodo di vita attribuito al sole, l'universo si svuoterebbe virtualmente di galassie visibili » 3.

Tutto ciò ha costituito un tale problema per l'ateo che alcuni sono arrivati ad accettare la teoria secondo la quale l'universo vive « ab eterno », passando attraverso periodi di espansione e di contrazione. L'impossibilità, comunque, dì trovare una causa a questi cicli e la mancanza di ogni prova a riguardo ne hanno impedito l'accettazione generale.

L'esistenza di questa teoria però, mostra il riconoscimento da parte degli evoluzionisti che le prove propendono per un momento creativo, e che le altre teorie per cui lo universo sarebbe cominciato come effetto di un'esplosione, o del raffreddamento di gas non fanno nulla per rispondere alla domanda: « Da dove è venuta la materia esplosa; o da dove sono venuti i gas? » Questo riconoscimento demolisce anche la solita affermazione degli atei: « Iddio non ha creato l'universo », a meno che essi non riescano a cancellare le prove schiaccianti che invece dimostrano che esso abbia avuto un inizio. Essi comprendono la necessità di una spiegazione di ripiego nel caso si scarti la normale spiegazione della creazione divina. L'evoluzione come fede di ripiego, è alquanto superficiale e fornisce soltanto una scappatoia anziché una risposta al quesito fondamentale: « Da dove è venuta la materia? ».

 


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