LA FONTE DELLA VITA PDF Print E-mail

"...ma chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che zampilla in vita eterna" (Giovanni 4:14). Una mattina di primavera una donna si sveglia nella sua abitazione di Sichar ai piedi delle montagne gemelle Ebal e Gerizim. Non si rende ancora conto che quel giorno, per lei, avrebbe significato una svolta radicale nella sua vita, anzi, una svolta radicale pure per molti suoi concittadini. La sua natura era passionale ed intensa. Il pozzo era profondo! Aveva cercato di soddisfare il suo cuore con l'amore umano, ma invano. Così aveva cessato di credere nell'amore. Aveva ormai perduto la sua reputazione e i suoi vicini non avrebbero tollerato la sua presenza presso il loro antico pozzo.

Non ha altra alternativa, così, che andare a riempire la sua anfora d'acqua in pieno mezzogiorno, invece che nel fresco del pomeriggio, quando le altre donne vi si recavano per rifornirsi d'acqua. Non era priva di religione. C'era l'antica tradizione della fede di Giacobbe, perché questi era vissuto nei pressi di quelle colline e pure aveva bevuto di quell'acqua. Lei credeva in questa antica religione, esistita nella sua sublime semplicità prima ancora che si producesse la divisione fra Giudei e Samaritani. Aveva ascoltato, al riguardo, pure molte discussioni nelle quali questi due gruppi rivali pretendevano il primato dei rispettivi santuari, o Gerusalemme o Gerizim. Lei pure credeva che un giorno sarebbe apparso il Messia, il Salvatore, ed avrebbe loro spiegato ogni cosa, dirimendo ogni disputa. Nel frattempo, però, si sentiva dentro stanca, spiritualmente malata. Le sue solitarie visite quotidiane al pozzo di Giacobbe sembravano il compendio della sua esperienza interiore. Sembrava dire: “Straniero, conosci tu qualcosa che possa saziare la sete della mia anima e farmi ritornare agli anni della ma gioventù, dove la mia vita era aperta ad ogni possibilità e promessa? Allora cesserò di avere sete e di venire fin qui, a quest'ora, ad attingere acqua!”.

Questa donna è simile a molte persone oggi. Forse anche voi avete bevuto ai pozzi scavati da mani umane, solo per tornare, insoddisfatti, ad avere ancora sete. Le vostre delusioni vi hanno portato al cinismo tanto da dire, con l'antico Ecclesiaste: “Vanità delle vanità: tutto è vanità”. È così per voi oggi? Allora potreste trovare Colui che “per caso” si allontana dal Suo solito percorso e si ferma al vostro pozzo per aprirvi quelle sorgenti che se si beve alla loro acqua, davvero non si avrà poi più sete. È l'esperienza non solo di questa donna, ma anche di altre innumerevoli persone. Da "Our Daily Walk - Daily Meditations and a Prayer for Each Day By F.B. Meyer",           

 

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