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Scetticismo e critica ,Trasmissione e traduzione, lnerranza e autorità PDF Print E-mail

Scetticismo e critica

A partire dal rinascimento e soprattutto dall’illuminismo si assiste alla costruzione di concezioni del mondo scettiche quanto alle convinzioni cristiane fondamentali. É il caso dell’agnosticismo, che nega che Dio sia conoscibile; del razionalismo, che nega la sua comprensibilità; dell’idealismo, che nega la sua trascendenza, e dell’esistenzialismo, che nega la razionalità delle sue relazioni con noi. Quando questi principi non biblici e antibiblici s’insinuano nella teologia a livello dei presupposti (è ciò che spesso avviene al giorno d’oggi) diventa impossibile interpretare fedelmente la sacra Scrittura.

Trasmissione e traduzione

Poiché Dio non ha mai promesso che la Scrittura sarebbe stata trasmessa senza errori, bisogna affermare che solo il testo autografo dei documenti originali è stato ispirato e che la critica testuale è necessaria per riconoscere ogni alterazione che si sarebbe introdotta nel testo nel corso della sua trasmissione. La conclusione di questo lavoro scientifico tuttavia è che il te sto ebraico e greco appare estremamente ben conservato in modo tale che abbiamo il diritto d’affermare, con la Confessione di Westminster, che Dio vi ha specialmente vegliato nella sua provvidenza e che l’autorità della Scrittura non è minacciata se noi possediamo dei manoscritti che sono totalmente senza errori.

Allo stesso modo nessuna traduzione è perfetta, né può esserlo, e ogni traduzione ci allontana un altro po’ dagli autografi. Le scienze del linguaggio permettono tuttavia di dichiarare,che i cristiani di lingua inglese sono, almeno nel nostro temjo, estremamente ben serviti da un’ampia gamma di traduzioni eccellenti; senza esitazioni possiamo affermare che la Parola di Dio è alla loro portata. La Scrittura ripete così insistentemente le sue principali affermazioni, e lo Spirito Santo rende cosi bene testimonianza neila e per mezzo della Parola, che nessuna seria traduzione della Scrittura potrà distruggere il suo senso al punto che non sia pjù dato al lettore di essere «savio a salute per la fede in Cristo Gesù» (2Tm 3,15).

lnerranza e autorità

Quando affermiamo l’autorità della Scrittura e il fatto che essa implichi la sua verità totale abbiamo coscienza di collocarci nella scia di Cristo e dei suoi apostoli: in realtà con tutta la Bibbia e con la maggior parte della chiesa dai primi giorni ad oggi. Ciò che ci preoccupa è il modo superficiale, sbadato e apparentemente irriflessivo col quale diversi, nel nostro tempo, abbandonano un articolo di fede d’una sì grande importanza.

Siamo anche consapevoli della grande e grave confusione che deriva dall’abbandono della fede nella totale verità della Bibbia pur professando di riconoscerne sempre l’autorità. La Bibbia che Dio ha dato perde infatti la sua autorità. Ne risulta che ciò che possiede autorità è una Bibbia ridotta nel suo con- tenuto secondo le esigenze dei ragionamenti critici e che nulla di principio impedirà di ridurre ulteriormente. In fondo è una ragione indipendente che detiene allora l’autorità e non l’insegnamento scritturale. Se manca la lucidità su questo punto e se per un tempo si mantengono le dottrine evangeliche principali risulterà che persone, che negano l’intera verità della Scrittura, potranno rivendicare il titolo di evangelici mentre da un punto di vista metodologico si sono allontanate dal principio evangelico della conoscenza e hanno cominciato a slittare verso un soggettivismo instabile e avranno grande difficoltà a non allontanarsi ulteriormente.

Affermiamo che ciò che la Scrittura dice, Dio lo dice. Sia egli glorificato. Amen! Amen!

 Dal  sito “tempo di riforma” con il permesso dal  pastore Paolo Castellina.

I redattori della dichiarazione .

Segue altri vari  studi…

 

 

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