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Principali "confessioni" o "chiese" protestanti PDF Print E-mail

I luterani sono i diretti discendenti dell'attività riformatrice di Martin Lutero. Diffusi in Germania, nei paesi scandinavi (dove sono "chiese di popolo", con tutti gli svantaggi e vantaggi che ne conseguono), negli USA e in molti paesi extraeuropei, essi rappresentano una delle due colonne portanti del protestantesimo mondiale. Insistono sulla giustificazione per grazia mediante la fede; la loro struttura ecclesiastica è di tipo episcopale. Distinti storicamente dai riformati vi si sono riavvicinati in epoca recente firmando con loro la storica "Concordia di Leuenberg" (1973).

I riformati (detti anche presbiteriani, congregazionalisti, calvinisti, ugonotti), sono l'altra colonna portante del protestantesimo mondiale. Nati nel XVI secolo nella Zurigo di Zwingli e nella Ginevra di Calvino sono presenti in molti paesi europei (Svizzera, Paesi Bassi, Scozia, con minoranze in Ungheria e in Francia) e negli Stati Uniti. Hanno rappresentato storicamente l'area più colta, coerente e combattiva del protestantesimo. Alla famiglia riformata appartengono anche i valdesi, radicati in Italia.

La comunione anglicana, è nata come chiesa nazionale separata da Roma nel 1534. Erede del cattolicesimo inglese medioevale si è successivamente aperta alle influenze protestanti. Semplificando si può dire che essa ha una liturgia cattolica e una teologia e una spiritualità protestanti. È presente e diffusa in tutto il mondo, soprattutto nei paesi di lingua inglese. L'arcivescovo di Canterbury è il primate della chiesa inglese e ha la presidenza onorifica degli anglicani (detti anche episcopaliani) di tutto il mondo.

I battisti discendono dall'ala popolare e radicale della Riforma protestante, e furono legati alla rivolta dei contadini, guidata da Thomas Müntzer, che fu brutalmente repressa. Divennero un forte fermento evangelico delle società moderne, che sta ancora oggi alla base della spiritualità evangelica tradizionale.
Da quel ceppo provengono le chiese pacifiste tradizionali (mennoniti e amish) e una quantità di chiese libere o unioni. Le loro convinzioni fondamentali sono due: la chiesa è una realtà locale, che si forma per la libera adesione dei credenti, e si regge da sola, indipendente da ogni organizzazione ecclesiastica e dallo Stato. In Italia sono presenti dal 1863 e sono uniti nella Unione cristiana evangelica battista italiana (UCEBI).

I quaccheri, perseguitati e innovatori. Con una origine storica parallela a quella battista la "Società degli Amici" costituì nell'Inghilterra del Seicento gruppi senza chiesa e senza preoccupazioni politiche, e si costituisce in risposta ad un'illuminazione interiore. Senza pastori né organizzazione centrale, né sottomissione all'autorità politica, vissero come pacifisti assoluti. Furono tra i primi a realizzare esperimenti di convivenza fra religioni e razze diverse. Nella Pennsylvania, fondata da William Penn nel 1681, gli indiani convissero con gli inglesi immigrati. Tutte le religioni vi furono ammesse in un tempo in cui vigeva ovunque la regola: "cuius regio eius religio", la religione dei sudditi deve essere quella del loro sovrano.

I metodisti. Sorti nell'Inghilterra del Settecento furono un movimento di ritorno alla fede cristiana vissuta che più tardi divenne chiesa. La chiesa metodista è oggi uno dei più vitali rami del protestantesimo mondiale. L'iniziatore ne fu il pastore anglicano Giovanni Wesley (1703-1791), una forte figura carismatica, che si rivolse alle masse estraniate e "secolarizzate" di una realtà anglicana benpensante e immobilista. Il metodismo fu un movimento di ritorno religioso, o di "risveglio", come si disse, che ebbe una forte influenza sulla stessa Chiesa anglicana, fornendo un modello, più volte ripreso, del "risveglio spirituale", soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti.

 

 

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