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Storia del Protestantesimo. PDF Print E-mail

Il protestantesimo è nato nel Cinquecento europeo come risposta alla diffusa richiesta di ricondurre la chiesa cristiana alla verità e semplicità del cristianesimo originario. Gli abusi erano molti ed evidenti: mentre la gerarchia si mondanizzava e il commercio delle cose sacre dilagava, correva nel popolo cristiano un forte anelito verso una spiritualità che fosse insieme evangelica e moderna. Alla quale la chiesa istituzionale non seppe rispondere.

Non mancarono in quel tempo pastori e teologi che dettero mano a riforme locali. Ma la scintilla che accese l'incendio fu la disputa sulle "indulgenze", cioè una specie di certificato di perdono che si poteva acquisire dalla chiesa cattolica con opere buone, o con denaro. Fu una campagna promozionale di vasta portata, che doveva poi servire, fra l'altro, a finanziare la costruzione della nuova basilica di San Pietro a Roma e che sollevò non poche perplessità fra i cristiani praticanti.

Il 31 ottobre 1517 il dotto monaco agostiniano Martin Lutero aprì un pubblico dibattito sulle indulgenze, sui loro abusi e sulla loro legittimità evangelica.
Ne seguì una vasta eco, in Germania e in Europa, mentre la gerarchia romana si dimostrava incapace di capire ed accogliere le richiesta di riforma e alla fine... scomunicò. Molti giudicarono che il vaso era colmo e protestarono in modi diversi (da cui "protestanti", pro-testari, attestare in favore) realizzando regionalmente quelle riforme che erano state negate all'insieme della chiesa.

Le origini della Riforma protestante furono segnate da teologi e intellettuali dalla forte personalità come Martin Lutero e Filippo Melantone in Germania, Ulrico Zwinglio a Zurigo, Giovanni Calvino a Ginevra, e altri.

Al movimento riformatore aderirono pastori, teologi, prelati e uomini di cultura; furono sostenuti anche politicamente contro l'imperatore e contro il papa in alcune regioni della Germania e della Svizzera, in molte città libere, nei Paesi Bassi, in Scozia, nei paesi scandinavi, in parti della Francia e dell'Ungheria.

Anche in altri paesi, fra cui l'Italia, nacquero importanti movimenti riformati, che non riuscirono tuttavia ad affermarsi, anche per la violenta reazione del papato e dell'Impero.
In Italia aderirono alla Riforma anche i valdesi, che esistevano dal Duecento come testimoni del messaggio cristiano. L'Inghilterra seguì una via particolare e dopo anni di duri conflitti politici finì per schierarsi con la Riforma, creando una chiesa "anglicana" che è protestante nella dottrina e nella spiritualità ma è cattolica nelle forme del culto.

Non era nelle intenzioni dei Riformatori creare un'altra chiesa o dar vita a uno scisma, ma quando la rottura fu consumata essi si organizzarono localmente in "chiese cattoliche riformate secondo l'evangelo", modificando radicalmente le forme del culto, la spiritualità, la catechesi e la vita quotidiana traendo costante ispirazione dalla Bibbia, che all'epoca era stata riscoperta nei testi originali: sul piano etico, dottrinale ed organizzativo.

Nacque così il protestantesimo, che segnò profondamente la storia dell'Europa, creando nuove priorità, nuovi modi di intendere la pratica della fede, di vivere la famiglia e il lavoro.

 


 

 

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